sabato 27 luglio 2013

"Grandi Speranze" di Charles Dickens

Vi posto una recensione scritta nell'ambito di un'iniziativa organizzata dalla pagina Facebook "Un buon libro, un ottimo amico", che vanta una community molto attiva e interessata ai più svariati generi letterari. In coda vi lascio i link per raggiungerla :)


Autore: Charles Dickens
Titolo: Grandi Speranze
Pagine: 525
Editore: Einaudi

Recensire Dickens, per un inglese, deve essere un po' come recensire Manzoni per un italiano: è mettere in ballo un'intera cultura, un "tuffo critico" nel grande calderone del nazional - popolare; un tuffo acrobatico, oserei aggiungere, poiché il rischio di "scottarsi" e scontrarsi con la corrente critica fossilizzatasi attorno all'autore nel corso del tempo è alto. Pur non vantando ascendenze anglosassoni, mi appresto a recensire questo "grande vecchio" della letteratura inglese con una riverenza non minore di quella che vi metterebbe un qualsiasi inglese, anche perché la letteratura inglese fa ormai parte del bagaglio culturale di qualsiasi europeo!
Inquadrare "Grandi Speranze" in un genere letterario (che non sia quello onnicomprensivo delle "opere degli scrittori classici di lingua inglese") è estremamente complicato, perché il lettore si ritrova di fronte ad una tale varietà di personaggi e di vicende da restarne bloccato, impossibilitato a scegliere il personaggio per cui parteggiare o la vicenda da seguire con più apprensione; vite, eventi, riflessioni si intrecciano in un vorticare di emozioni che non risparmiano né l'eroe buono, né l'antagonista malvagio (ma chi è l'eroe, e chi è il cattivo?). Pip, protagonista nonché narratore, resta al centro dei nostri pensieri giusto il tempo di imparare a conoscerlo, e di vedere la sua infantile genuinità trasformarsi in adulta ingenuità e in prodigalità; l'amico Herbert, che esordisce con una scazzottata, resta nei nostri cuori come la persona che tutti vorremmo accanto nei momenti di più nero pessimismo; Miss Havisham, vecchia manipolatrice, si rivela essere nient'altro che un'antica bellezza sedotta e abbandonata; la bella e fredda Estella, incapace, ad un primo esame, di amare, ci svela, alla fine del romanzo, di essere incapace di NON amare; Magwitch, vecchio forzato, forse il personaggio più palesemente dickensiano dell'intera opera, ci mostra come le apparenze talvolta ingannino, come le condanne non possano mai essere definitive (sebbene le sentenze possano passare in giudicato) e come la generosità e la gratitudine di un uomo possano oltrepassare i confini delle convenienze sociali.
Insomma, che siate appassionati d'avventura o di love stories, di "dispute freudiane" o di "denunce sociali", potete star sicuri che "Grandi Speranze" non vi deluderà, né vi annoierà; e se, come me, in passato, siete stati molto critici nei confronti di Dickens, questo romanzo vi farà ricredere. Se ve lo consiglio? Decisamente SI'!


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